ELIMINATE IN GARA 5 MODENA E MACERATA
Saranno ancora Trento e Cuneo ad affrontarsi nella finale scudetto di domenica 15 maggio a Roma, nella seconda edizione del V-day, la finale su gara secca in campo neutro. Come lo scorso anno a Bologna Trento e Cuneo arrivano all’atto finale ma questa volta hanno dovuto sudare le cosidette sette camicie per avere la meglio rispettivamente di Modena e Macerata.
Tutte e due le serie si sono chiuse domenica a gara – 5 e lo spettacolo non è di certo mancato. Iniziamo con la sfida tra Cuneo e Macerata.
(2) BRE BANCA LANNUTTI CUNEO – (3) LUBE BANCA MARCHE MACERATA
SERIE: 3 – 2 (3-1; 1-3; 2-3; 3-1; 3-2)
Cuneo arriva alla sua quarta finale scudetto dopo aver sconfitto in gara 5 una grande Macerata. La squadra di Giuliani, nonostante le insistenti voci di mercato, dimostra ancora una volta di avere un cuore enorme: sotto nella serie per 2 a 1 và a vincere a Macerata per 3 set a 1; sotto 2 set a 1 nella decisiva gara 5 riesce a ribaltare ancora una volta la situazione e ad assicurarsi il pass per Roma.
Come dicevamo, è stata una bellissima serie giocata al massimo da tutte e due le squadre. La differenza? Forse la battuta, come detto dallo schiacciatore della Lube Facundo Conte o forse la ricezione, fondamentale nel quale Macerata ha sofferto molto soprattutto con l’azzurro Savani, in forte difficoltà sulle battute ficcanti dei giocatori di Cuneo.
Gara 5 è stata veramente spettacolare: PalaBreBanca pieno in ogni ordine di posto con biglietti già esauriti due giorni prima del fischio d’inizio e con il pubblico di casa che è stato il “settimo uomo”. Agonismo allo stato puro quello che si è visto in campo con le due squadre affrontarsi punto su punto e con salvataggi difensivi spettacolari (degni di nota il libero Paparoni per Macerata e Patriarca per i cuneesi, eletto a fine partita MVP).
Lo spettacolo offerto dai Blu Brothers
Parte subito forte Cuneo: difesa solida e contrattacco sono le armi in più per la squadra di casa; la Lube però non molla e si riporta sotto grazie soprattutto al muro e alla battuta del solito Omrcen che porta i suoi per la prima volta sul 20 – 21. Ci pensano poi Savani e Stankovic a chiudere il primo parziale: 22 – 25.
Nel secondo set la Bre parte di nuovo in quinta e questa volta non commette più l’errore del primo parziale: Cuneo resta sempre avanti e una battuta sbagliata di Conte segna la fine del set, 25 – 20.
Terzo set: la Lube risorge improvvisamente, aprendo per l’ennesima volta in questa serie un’altra partita. Capitan Wijsmans si perde in attacco e anche coach Giuliani va in tilt lasciando in campo in prima linea il secondo libero (oggi schierato come quarto schiacciatore) Montagna, non certo un gigante. Il diagonale di Savani chiude il set sul 22 – 25, Macerata sogna. Quando l’inerzia sembra dalla parte dei marchigiani, cambia ancora tutto: Cuneo ricomincia a difendere e soprattutto a murare, la Lube commette troppi errori e concede ai padroni di casa ben 5 set point. Qui i verdi di Lannutti fanno harakiri, facendosi annullare ben 4 set point; ci pensa un immenso Beppe Patriarca a chiudere il parziale con un mani fuori su Vermiglio (25 – 23).
Si arriva così al tie break: inizia meglio Cuneo con Mastrangelo che mura Omrcen e porta i suoi sul 3 – 1. Macerata e l’opposto croato non ci stanno e si riportano sul 4 pari; si va avanti a break di 2 a 0 fino a che non ci pensa Volkov che prima difende una palla incredibile e poi stampa un gran muro sul solito Omrcen che fa esplodere il Pala BreBanca (9 – 7). Ancora Volkov per l’11 – 8. Ultimo punto da infarto: siamo 14 – 12 per Cuneo, batte Stankovic, Mastrangelo non chiude il primo tempo, Conte si fa toccare il pallone dal muro, il diagonale di Nikolov viene difeso, ancora Conte murato, miracolo Lube in difesa che però non può far altro che appoggiare il pallone, Henno alza per Patriarca che, come nel 4° set beffa il muro marchigiano con un abile tocco che dà la vittoria a Cuneo: è grande festa sugli spalti del Palasport di San Rocco Castagnaretta.
Onore agli uomini di Berruto, ma in finale ci va Cuneo che cercherà di difendere il tricolore conquistato lo scorso anno a Bologna.
La gioia dei ragazzi di Giuliani
(1) ITAS DIATEC TRENTINO – (5) CASA MODENA
SERIE: 3 – 2 (3-0; 0-3; 3-0; 1-3; 3-1)
Trento arriva alla sua quarta finale consecutiva (una vinta e due perse) riuscendo a battere in gara 5 la sorpresa dei play off, Modena. Una Modena che ha dato del filo da torcere ai campioni d’Europa anche nella gara decisiva. La chiave del match è stato l’infortunio a quello che fino a quel momento era stato il miglior giocatore di Modena e cioè Angel Dennis. L’italo cubano è dovuto uscire dal campo a inizio del quarto set: la squadra di Bagnoli, senza il suo uomo simbolo, non è più riuscita a reagire. Ma non bisogna dimenticare i meriti di Trento, squadra fortissima che nella gara di domenica ha sfoderato uno Stokr in versione deluxe.
Come a Cuneo, anche al PalaTrento l’atmosfera è fantastica: 4000 spettatori (tra cui molti tifosi giunti da Modena) hanno riempito il bellissimo impianto trentino offrendo uno spettacolo nello spettacolo.
Inizia subito forte Modena che grazie a due ace di Creus si porta sul 1 – 3. Modena resta avanti fino al secondo tempo tecnico; qui inizia il forcing dell’Itas che, sul servizio flot di Birarelli, piazza un break di 5 – 0 portandosi sul 23 – 17. Casoli e compagni non ci stanno e grazie a due muri del terzo centrale (subentrato a Bruninho) Piscopo riapre il set. Trento non ci sta e grazie a un attacco di Stokr, perfettamente liberato da Raphael, chiude il primo parziale sul 25 – 23.
Il secondo set sembra la fotocopia del primo: Modena parte forte ma i padroni di casa reagiscono e si portano avanti prima sul 19 – 15 e poi sul 24 – 21. Sembra finita ma Casa Modena non ci sta e riporta la contesa in parità annullando tre set point grazie ancora al suo granitico muro. Si va ai vantaggi, Bruninho entra in cattedra e serve magistralmente Dennis che chiude il set sul 28 – 30.
Modena parte fortissimo anche nel terzo set portandosi subito sul 3 – 6. Dennis però inizia ad avere dei problemi muscolari tanto che Bruno si deve affidare maggiormente agli attaccanti di banda che però vengono ben controllati dai padroni di casa. Dalla parte trentina si sveglia finalmente Juantorena, fino a quel momento poco costante e con il suo servizio e i suoi attacchi sposta l’inerzia del set e del match. E’ battaglia su tutti i palloni ma Trento sembra avere più fame e chiude il set per 25 – 22 con un attacco di capitan Kaziyski.
Quarto set senza storia. Dennis non rientra in campo, Bagnoli schiera Kooy opposto e Diaz in banda: il venezuelano sembra completamente fuori forma e non passa praticamente mai. L’Itas, spinta dal suo pubblico, non sbaglia più un colpo e sul 16 – 11 distrugge le resistenze dei modenesi con un parziale di 9 a 0 grazie soprattutto alle battuta di Juantorena (25 – 11).
Trento è in festa, ma anche in questo caso vanno fatti i complimenti alla squadra di Daniele Bagnoli: nessuno, ad inizio play off, si sarebbe aspettato una serie così combattuta tra queste due squadre.
Appuntamento quindi per domenica 15 maggio al Pala Eur di Roma per l’ennesima sfida fra Trento e Cuneo: è la quinta finale in un anno e mezzo tra queste due squadre, con Cuneo che ha vinto le ultime tre. Riusciranno gli uomini di Giuliani a battere di nuovo la squadra del presidente Mosna o saranno questa volta i trentini a festeggiare?


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