Ieri sera abbiamo assistito a una delle più belle lezioni di calcio degli ultimi 20 anni. La lezione è stata presieduta da Pep Guardiola e dai suoi 11 ragazzi terribili messi in campo perfettamente dal mister blaugrana.
Barça - Madrid non è una partita normale, è l'essenza del calcio spagnolo e forse anche di quello mondiale; ieri sera è stata poesia allo stato puro. Mourinho e i suoi non hanno potuto far niente e a dire la verità non ci hanno neppure provato a fermare il ciclone Catalano che si è abbattuto su di loro.
Prendere 2 gol nei primi venti minuti non è proprio il massimo della vita, è vero, ma un minimo di reazione me la sarei aspettata da campioni (o presunti tali) come Ronaldo, Xabi Alonso, Ozil e Di Maria, solo per citarne alcuni.
Il Barça ha fatto il Barça: pressing fin dal primo secondo a tutto campo, possesso palla infinito con tocchi corti e precisi, tagli in profondità delle punte e dei centrocampisti, corsa sulle fasce da parte dei due terzini. Un calcio totale che forse nessuna squadra al mondo è mai stato in grado di fare. Il Real Madrid ha invece cercato, come prevedibile, di speculare sul contropiede ma questa volta al vate di Setubal non è andata bene come sperava. Purtroppo per Mou, le merengues non sono l'Inter del triplete, la difesa è inferiore di gran lunga e i due terzini non ci hanno capito niente dall'inizio alla fine; e poi, Cristiano Ronaldo, che è un campione, dovrebbe imparare a sacrificarsi di più, un po' come Eto'o che lo scorso anno si era ridotto in qualche partita a fare il terzino per portare a casa dei risultati storici.
La grande intuizione di Guardiola, a mio parere, è stata quella di bloccare i due terzini, soprattutto Marcelo (il peggiore in campo con Sergio Ramos e un inesistente Ozil), attaccandoli in continuazione con due-tre uomini: Dani Alves con Pedro e Messi o Iniesta da una parte, Abidal con Villa e Xavi o Messi (ma anche Iniesta a volte) dall'altra. Il terzino destro brasiliano ha fatto praticamente l'ala e anche quando CR7 si è spostato sul suo lato non è mai andato in serie difficoltà.
Le due punte, Pedro e Villa, hanno giocato larghissimi (caratteristica tipica della squadra di Guardiola) favorendo così gli inserimenti dei centrocampisti e di Messi, anche ieri sera sublime. E inoltre, con i loro tagli improvvisi, hanno completamente fatto perdere la testa ai difensori blancos che, senza un uomo di riferimento da controllare, sono andati in bambola.
Il centrocampo blaugrana ha sovrastato quelle merengue: Iniesta e Xavi sono stati sontuosi, una prova monstre per entrambi: penso di aver contato al massimo tre palle perse in tutta la partita per i due. Sergio Busquets ha fatto il solito lavoro di collante tra difesa e centrocampo dove in questo momento il Catalano è nettamente il più forte al mondo.
Ma quello che impressiona di più vedendo il Barça è la facilità nel possesso di palla. Tutti hanno piedi educatissimi, e anche quando la palla arriva a Victor Valdes si cerca sempre di giocarla senza ricorrere al rilancio. Altra caratteristica fondamentale è quella che praticamente 6 uomini su 11 saltano l'avversario regolarmente, creando così superiorità numerica e tantissime occasioni da gol. Maestri in questo sono Iniesta e Messi, ma anche Xavi, Villa e Pedro non scherzano.
Adesso la domanda che tutti si fanno è: "Chi fermerà questi extraterrestri?". Lo scorso anno ci riuscì, con un po' di fortuna, l'Inter di Mourinho; per quest'anno la vedo molto più dura.
Infine, una nota di demerito a Sergio Ramos, che si è dimostrato un vero "gilipollas" (un cretino) cercando con quel calcione di infortunare Messi e poi, non contento, di fare del male anche al suo compagno di nazionale Puyol. Un comportamento non da campione del mondo, che merita almeno 5 giornate di squalifica.
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